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mercoledì 28 dicembre 2011

Isole di speranza

Poco prima di Natale (l'ultimo giorno utile prima della consueta partenza in direzione dei lidi familiari), mi sono imbattuta in una meravigliosa isola di speranza, buona volontà, dedizione e coraggio.
Mentre camminavo inciampando sui miei pensieri, ho incontrato Francesca Groppelli (una mia omonima, come me "piovuta" sull'isola e irrimediabilmente innamorata dello scoglio). "Hai tempo?" mi ha detto mentre attaccava la locandina di SOStieni Campo.... Un attimo di pausa, un veloce "fare il punto della situazione" un ripercorrere mentale la mia agenda sempre fitta di impegni (possibilmente da sbrigare di corsa, per esser certi di aver dimenticato qualcosa e di dover correre ai ripari alla meglio) e... MAGIA! Ho realizzato che potevo concedermi il lusso di quattro chiacchiere ed un caffè con una cara amica che, come altre, trascuro e frequento di rado ma che sento molto affine e in sintonia con il mio percorso stropicciato. Di Francesca so che è una ex insegnante di storia dell'arte che da anni si adopera per creare sull'isola occasioni di scambio, confronto, crescita e approfondimento attraverso il multiforme canale comunicativo  che proprio l'arte (non intesa appunto come mera espressione pittorica) offre. Sapevo anche che alla Gran Guardia aveva organizzato una mostra alla quale hanno partecipato artisti elbani e non, con lo scopo di raccogliere fondi per la popolazione campese, di rcente colpita dall'alluvione. Fin qui quello che "sapevo".... Non potevo immaginare però cosa avrei "sentito".

In effetti  mi sono trovata improvvisamente in mezzo a un fiume di suggestioni, di sensibilità e di colori, tenuti insieme dall'attenta e appassionata guida di Francesca che con grande energia e attenzione per ogni forma d'arte, dedica tempo, esperianza e competenze ai progetti che di volta in volta il gruppo di Arte Elba, da lei fondato insieme a un piccolo numero di amici uniti dalla stessa passione,  decide di promuovere e sostenere. A colpirimi, non solo la generosità con la quale sono affluite nel piccolo ma suggestivo spazio espositivo della Gran Guardia le molte opere, ma anche la caparbia determinazione e l'accorato impegno con il quale Francesca da anni dedica il suo tempo e le sue energie a un progetto di crescita culturale dell'isola tutta che intende promuovere l'espressione artistica (potenzialmente assai diffusa specie nell'universo femminile della popolazione elbana ma che necessiterebbe di occasioni di approfondimento e di scambio maggiori).
Francesca vicino a un'opera che significativamente esprime la "rinascita" di Marina di Campo

Una simile occasione di confronto non poteva chiaramente lasciarmi indifferente... tant'è che mi sono proposta di "cantare delle storie" di questo percorso di crescita e scambio culturali che diventano per l'isola tutta, importanti opportunità di crescita  umana e culturale in un periodo, il nostro, in cui c'è fame di contenuti, sete di emozionie, bisogno di contatto e di relazione umana.







martedì 20 dicembre 2011

AAA Collaboratorio offresi



Nonostante le festività alle porte, le inevitabili corse dell'ultim'ora per incastrare nell'agenda ormai esausta di quest'anno gli ultimi impegni da onorare prima che il 2011 ci saluti... la mia mente non ha mai smesso di interagire con quel posto lì... si, insomma, avete capito... "l'innominato", croce e delizia dei giorni miei (l'albergo). Si perché, si sa, l'impegno annuale di rifare un paio di camere e di realizzarle incrociando la poesia del luogo con le mie personali inclinazioni e le suggestioni che mi arrivano potenti dalle letture che faccio... è notevole. Fortunatamente, si sa, viaggio leggera ma non sono sola. Ad affiancarmi, supportarmi (ma, diciamolo, anche sopportarmi!!) in questa grande avventura, oltre all'ormai rodato e affidabile Cristiano (la mente lucida, lo sguardo defilato ma presente nel gruppo) c'è un collaboratorio. Già nel nome sta il suo destino: quello cioè di incentivare la condivisione, lo scambio di idee, emozioni, intuizioni, pensieri. 
Alla base della nostra felice collaborazione (oltre che una buona dose di stima, affetto, amicizia, piacere di stare insieme, capacità di perdersi di notte nei boschi o di svuotare un barattolo di biscotti in un quarto d'ora, in mezzo a fiumi di parole, lacrime e risate a perdifiato) sta un'idea semplicissima: lavorare insieme mettendo a disposizione del gruppo competenze, professionalità, risorse umane, contatti, tempo, pizze e qualche pacchetto di fazzoletti (perché si sa, sono di lacrima facile io).

Significa che ognuno fa qualcosa e che tutti concorrono alla realizzazione finale di un'intuizione che nasce da poche, semplici suggestioni. L'idea che ho in mente da tempo e che grazie a Consuelo, Giovanni, Marco, Daniele (ma ho la sensazione che nel tempo il collaboratorio si arricchirà di altra bella umanità e che la lista dei nomi sia destinata ad aumentare) riesco a mettere felicemente i pratica, è di far si che in ogni camera dell'albergo si possano vivere alcune delle infinite emozioni che il viaggio su un'isola, o meglio su quest'isola, riescono a regalare.

 
Ecco che negli scorsi anni ci siamo dedicati ai legni morsi dal mare, ai nidi, al vento, alle foglie e ai pesci, rintracciando principalmente nella Natura (per me un elemento di assoluto valore che mi lega profondamente a quest'isola) la musa ispiratrice dei nostri progetti.

Con la felice esperienza condivisa dei primi due anni alle spalle, per il 2012 abbiamo progetti diversi e il desiderio di conoscere, approfondire, viaggiare insieme a voi. L'idea in effetti questa volta volta diventa ancora più ambiziosa e cerca il coinvolgimento vostro... di chi cioè vivrà in prima persona le camere e le atmosfere che andremo a ricreare al loro interno. La scoperta e il racconto sono secondo noi due ingredienti importanti nella dimensione del viaggio e per questo rappresenteranno i due temi che vorremmo approfondire nelle stanze che andremo a "poeticizzare". Come? Con il vostro aiuto, le vostre suggestioni, i pensieri, le immagini, i suoni, i ricordi, i sogni e quant'altro vi possano suggerire il tema della scoperta e del racconto. Aspetto le suggestioni, gli spunti e le riflessioni che vorrete condividere perché il nostro "collaboratorio" ha voglia di crescere con voi...

giovedì 8 settembre 2011

Così non vale però!

Dico io, non c'è davvero pace. Qui da noi le emozioni si inseguono davvero a perdifiato ed è tutto così mescolato che a volte fatico seriamente e non capisco se sto lavorando o sto vivendo i mei giorni in una sorta di famiglia allargata. Si perché questo è ed hanno il sapore genuino e "soffice" delle cose fatte con piacere e gioia, i momenti di condivisione da noi.
Chi di voi mi "sleggiucchia" un pò assiduamente, saprà che qualche giorno fa abbiamo presentato al "dispensa emotiva" in occasione di un aperitivo condiviso. Di che si tratta? Del tentativo di racchiudere alcuni dei sapori (e con loro inevitabilmente le emozioni ad essi collegate) in un barattolo da portare via, da regalare alle persone care o semplicemente da guastare in tutta calma a casa... quasi a voler prolungare il piacere condiviso qua con noi.
Una tavola "affettuosa", imbandita del calore e delle attenzioni che amiamo rivolgervi quando siete nostri ospiti, è stata la naturale cornice di una situazione di assoluta convivialità durante la quale ricordi d'infanzia (generosamente raccontati da Anna,la mamma di Michele lo chef), ispirazioni legate al nostro territorio e la nostra filosofia di lavoro (che somiglia terribilmente a quella di vita in realtà) si sono mescolate insieme creando una atmosfera difficlmente descrivibile.
Al tempo delle letture dei testi che ispirano e riempiono di sguardi poetici la mia personale visione dell'universo "cucina", ha fatto seguito quello delle chiacchiere tra amici, tra un sorso di vino e il pane che veniva passato con genuina semplicità da un commensale all'altro.
Un piacere sincero, che travalica i ruoli e le situazioni, ha tenuto unite una quindicina di persone attrono a una tavola affettuosamente imbandita e ricca di sapori antichi (hanno spopolato i fichi all'aceto secondo la ricetta di mamma Anna, tanto per capirsi) convincendomi se possibile ancora una volta di più che è di questi contenuti e di queste storie che voglio "cantare" da grande....


 

venerdì 26 agosto 2011

Apre la dispensa emotiva all'Hotel Cernia




Manca poco: ci siamo quasi. Il 3 settembre, con un aperitivo con Michele,  il capo cuciniere, iniziamo ufficialmente una nuova avventura (si, perché quelle attualmente in corso, evidentemente, non ci bastavano....).
Vi ricordate la dispensa della nonna? quel mobile un pò rosicchiato dai tarli tutto trine e profumo di cera per mobili, che quando lo aprivi ti spalancava le porte del paradiso. Bastava il "tlac" della chiave che rumorosamente girava nella serratura ed eri nel mondo della cucinad'amore: melanzane sott'olio, conserve di pomodoro al profumo di basilico dell'orto, marmellata di fichi e pescetti in carpione.... mmmmm, solo  a pensarci arrossisco per la ghiottoneria che accende violente emozioni! 

Beh, è stato il ricordo (ancora vivo e ricco di acquolina) di quei giorni d'infanzia ad averci suggerito questa esperienza, unito al desiderio di regalarvi un'occasione per  prolungare il "sapore del Cernia" una volta tornati a casa. 
Ragù di polpo, "ortoliera" di verdure, palamita sott'olio al profumo d'erbe, marmellate piccanti da abbinare a formaggi o a bolliti di carne, fichi del nostro giardino alla maniera di Anna, sono solo alcune delle prelibatezze che vorremmo potervi offrire nella speranza vi aiutino  a portare a casa un pò della magia che qui si respira tutti insieme. 
Appuntamento il 3 settembre, quindi, nella piazzetta più emotiva che c'è (quella di casa nostra per intendersi) per gustare (e portare via) alcune delle nostre emozioni in barattolo!


 

giovedì 25 agosto 2011

Inizia sempre tutto per gioco




Fate mente locale per un attimo... pensate e ripensate a quei bivii e a quegli snodi. Fateci caso, mettete a fuoco... con calma, pian pianino. Lo trovate? Vi riaffiora tra i ricordi quel momento, piccolo piccolo, in cui qualcosa di grande, di vero, di potente, è nato per caso, quasi frutto di una distrazione di un attimo.
Sarà, ma io ho la mente affollata da queste situazioni: un giorotondo di episodi che mi ricordano quante siano le situazioni in cui dal fortuito e inatteso è nata una via nuova, che avrei seguito e che mi avrebbe cambiata. Anche con lei è andata così.


 Era un pomeriggio caldissimo e avevo la mente un pò appannata dopo una notte troppo avara di sonno. Quel giorno chiesi ai miei amici di scrivere sulla bacheca del mio profilo facebook, un motivo per cui essere felici. Il risultato? una interminabile, meravigliosa, commovente collana di pensieri luminosi. Belli... troppo belli per non celebrarli, per non desiderare di sentirseli sempre addosso, quasi fossero il mio privato talismano per la felictà.In un attimo mi balenò un pensiero: fare di quella lunga filastrocca di pensieri, una collana di parole da tenere sempre abbracciata al mio collo.
Complice la grande magia del web che tutti mette in rete, moltiplicando relazioni e scambi, nonché la mia da poco iniziata avventura tra le carabattole    sta di fatto che, grazie al passaparola,  ho incontrato il favoloso mondo di Oplà ed è stato subito amore puro, sincero, spontaneo che trabocca entusiasmo e moltiplica stimoli creativi.
L'incontro con Michela Deanesi (così si chiama la donna magica che in Via Sarpi a Milano crea sogni che abbracciano il collo o che scendono delicatamente dalle orecchie confondendosi tra i capelli) e il suo mondo fatato fatto di sonagli, piume e cristalli è stato per me una vera folgorazione, foriera di grandi entusiasmi e stimoli creativi per i giorni a venire.
Sono incontri fortuiti (ma non troppo, nel senso che io non credo nel "caso") a regalarmi sguardi nuovi e gioie insperate e a convincermi sempre più che... OPLA'... dal virtuale alla realtà: non è un gioco ma una grande verità :)

martedì 16 agosto 2011

La memorabile #grigliatadel15 all'Hotel Cernia

Incredibile... ho impiegato un giorno per "riprendermi"...
C'è voluto del "vuoto", dello "spazio", una interruzione nel flusso incessante e generoso di emozioni che in questo periodo imperversano nei miei giorni scompigliati.




Si, perché la #grigliadel15 (l'evento in giardino che celebra e festeggia il raggiungimento del "culmine" della stagione a casa nostra) quest'anno se possibile è stata ancora più emozionante e intensa.
A un aperitivo in piscina degno di nota per l'impegno profuso non solo per la qualità del cibo ma anche per una presentazione che non ha lasciato niente al caso tra generose fioriture di zucca e lunghe file di bocconcini avvolti tra le foglie o delicatamente sistemati in barattolini monoporzione, ha fatto seguito una romanticissima grigliata  in un giardino deliziosamente illuminato e disseminato di tavoli imbanditi a festa sotto a un tetto di stelle.




La selezione musicale, accuratamente studiata per accompagnare emozioni a perdifiato, ha poi scaldato gli animi dei molti ospiti che sono scesi a bordo piscina che si sono abbandonati a sfrenate e liberatorie danze mentre un gran finale in piscina (rigorosamente vestiti!!) che ha sapientemente mescolato i ragazzi dello staff agli invitati, ha se possibile ulteriormente  celebrato l'emozionante commistione di percorsi che fa del Cernia una "casa degli affetti".


Una serata che anche semplicemente  raccontata riaccende emozioni e accelera i battiti, non fa che coronare una stagione disseminata di eventi felicemente condivisi. Ripenso alla meravigliosa #springelba (la festa di apertura che ha chiamato a raccolta un nutrito gruppo di "amici del Cernia"), alle esperienze in cucina tra erbe spontanee ed escursioni in kajak, 


ai concerti jazz e blues, alle serate dedicate alla natura dell'isola con la collaborazione di Marlies Moeretter (esperta guida ambientale) o del diving center Il Careno e ancora all'arte in giardino che impreziosisce i nostri sentieri 
e a tutte gli appuntamenti che ancora ci aspettano. 
Penso insomma a una ricetta unica che mescola passione, amore per questi luoghi, desiderio di emozionare emozionandosi e che fa di questa casa una "piazzetta affettuosa" e non riesco a non menzionare loro... i sapienti esecutori di questo insieme bislacco ed eterogeneo di ingredienti: tutti i ragazzi che con fantasia e dedizione interpretano splendidamente il loro lavoro e senza la cui collaborazione non potrei fare dei miei giorni lo scapestrato mosaico di emozioni che voi ben conoscete e che emerge dai miei quotidiani e stropicciatissimi racconti.
Quindi tutto sommato... sapete che vi dico? Che li abbraccio tutti i miei "sconclusionati ragazzi" in questo lunghissimo post... in attesa di raccontarvi altri particolari delle nostre avventure. 
Il prossimo appuntamento?  Il 21 Agosto, con le magie di fuoco di Goldi!

giovedì 11 agosto 2011

Che sapore ha un'emozione?


Che fosse in ballo un freakfest a casa nostra era ormai risaputo: post, link, canzoni condivise e quant'altro hanno fatto da sfondo alla predisposizione di questa esperienza che forse più delle altre, e comunque in modo del tutto singolare, mi ha colpita. Una partecipazione assolutamente inusuale e capillare ha alleggerito lo sforzo che inevitabilmente sottende all'organizzazione di simili iniziative. Di colpo tutti sono stati coinvolti e si sono sentiti partecipi di un modo di essere e di stare.... Si perché la festa freak vuole essere un pretesto per tornare a fare insieme, condividere tempo e spazio, tornare a sorridere e magari guardare con nostalgia a un tempo carico di ideali epassioni genuine.

Cosa mi ha coplito oltre la straordinaria partecipazione virtuale di chi non c'era ma su facebook non ci ha mai erso di vista?
La partecipazione dei nostri ragazzi, la loro genuina capacità di mettersi in gioco, di integrarsi alla vita (strampalata) di un albergo che somiglia sempre più a una casa nella quale arte, musica, poesia e buon cibo si mescolano in una ricetta assolutamente inconsueta.

martedì 2 agosto 2011

Blowing in the wind

Manca poco, poco davvero: tra una settimana vivremo una nuova avventura qui da noi. Complice una ghiotta occasione (la notte delle stelle cadenti) abbiamo pensato di trascorrere in compagnia la serata e di farlo in giardino, ballando la musica della nostra infanzia e di dare vita a FreakFest.
Sono sinceramente colpita (ed estasiata) dalla forte risposta emotiva che la preparazione dell'evento sta avendo. 
Una partecipazione diffusa e genuina da parte di moltissimi amici (molti dei quali appena incrociati lungo la via "feisbucchiana") ha accompagnato la predisposizione di una frizzantissima playlist che sarà la colonna sonora della serata, mentre commenti, foto postate e aneddoti della giovinezza, hanno movimentato la mia bacheca facebook negli ultimi giorni.
Vivremo un dopocena in giardino  sulle note della musica che a cavallo tra gli anni '60 e '70




ha acceso e accompagnato le emozioni di una generazione che ha senz'altro contribuito a scrivere la storia dei nostri giorni e che personalmente guardo con ammirazione e "sentimento", perché animata da grandissimi ideali, desiderio di rinnovamento, capacità di difendere ed esprimere un bisogno collettivo... quello di veder realizzato il sogno di un mondo migliore....


In un'epoca in cui apatia e "disimpegno civile" sembrano avere la meglio, mi piace l'idea di riunire su di un prato un pugno di sognatori, di animi inquieti che ancora ha voglia di crederci e di sperare, tenendo così vivo quel fuocherello flebile eppure tenace, che ancora, sotto le ceneri di un vivere comune "appiattito e imbolsito dal presunto benessere", vive di emozioni sincere.


Vi aspettiamo quindi, scalzi e un pò ribelli, a caccia di stelle cadenti, in una notte che sarà  tenuta viva dal soffio del vento...



domenica 31 luglio 2011

Per me la cucina deve raccontare un'emozione



Sono passate troppe settimane dall'ultima volta che siete entrati in cucina... l'esperienza s'ha da ripetere assolutamente! 
Mi diverto a girellare tra i fornelli con voi, a mostrarvi il nostro "lato B"... il dietro le quinte, la fucina delle emozioni che andiamo condividendo nel piatto.
Del resto, non si assapora pienamente il gusto della cioccolata se non si è affondato almeno una volta il dito nel pentolino dal quale la abbiamo versata...
La cucina per me va vissuta, raccontata, annusata, assaporata con tutti i sensi... ecco perché appena possiamo organizziamo questi inviti al "fare insieme"... 
Se aprile e maggio sono da noi i mesi vocati alla cucina delle erbe, in questo periodo possiamo rispolverare i "racconti in cucina", fatti da tutte quelle preparazioni che parlano di noi, rievocano il sapore dei gesti semplici compiuti dalle mamme e dalle nonne, ci trasportano per un attimo in un altrove che è parte del nostro vissuto.



Con questa intenzione, mi sono messa a lavoro con Michele, il cuoco, per studiare un'esperienza da fare in cucina con tutti voi e che cucia insieme tutti i pezzetti di vita e di storie che fanno da corollario ad un piatto preparato con amore. Penso al profumo del sugo di carne, ad esempio, o a quello delle polpette appena fritte o ancora al pane caldo sul quale nonna metteva generose fette di pomodoro condito con olio sale origano e tutto il suo affetto... penso a un corso di cucina poco tecnico e molto emotivo... che lasci spazio ai racconti, ai vissuti, ai ricordi di ciascuno di noi e che, nel farlo, parli della cucina come di un linguaggio universale, capace di parlare al cuore di tutti.
Vi aspetto in cucina i primi di agosto, vi va?

domenica 24 luglio 2011

Nella testa ho un campanello...

"Forse sono i bambini a sostenere il mondo e gli animali, forse sono i cuccioli d'ogni specie.


C'è tanta gioia dentro quei corpi piccoli, tanta di quella preghiera, forse sono i bambini, i fiori, l'acqua, le cose fatte da due mani, la quiete di una casa, roba da niente"  Mariangela Gualtieri












sabato 23 luglio 2011

Sono figlia del Vento


"Io guardo spesso il cielo.
Lo guardo al mattino nelle ore di luce
e tutti il cielo si attacca agli occhi
e viene a bere, e io a lui mi attacco
come una pianta che si mangia la luce"

Mariangela Gualtieri








Il vento mi spazza via i pensieri: li sfila uno ad uno dalla mia testa,  mi corre lungo la schiena, mi sussurra parole, mi scapiglia la mente che si fa leggera, liquida, eterea. Il vento  mi sveglia, mi sviva, mi sbatte.


  
Nei giorni di vento, non riesco a "stare" nel REALE... volo, mi perdo, mi trovo, mi cerco, mi nascondo... raccolgo pezzetti di me che si sparpagliano lungo la via e giorotondano con le foglie, si accavallonano nel mare, spumano in bianco, si arrotolano nel salmastro, si stortano nella vita. Nel vento, sono un granello di TUTTO.


Volo e cado, cado e torno, apro e chiudo, guardo dentro di me e scappo fuori, mi inseguo ma non mi acchiappo... intravedo, intuisco e appena mi avvicino... sfumo, evaporo, divento sottile, mi aggancio a una folata di vento e volo via. Sono figlia dell'aria, della terra, dell'acqua e del fuoco ma è con il vento che mi accendo, è nel vento che mi rifugio... è da lui che torno quando tutto brucia, è con lui che parlo quando sono muta...  tra le sue braccia torno a  fiorire e si fa primavera.

venerdì 22 luglio 2011

Caffettiere, libellule, tazze e magia


Mi accorgo dai vostri commenti, dalle domande più o meno precise che mi fate e dalla crescente curiosità che si avverte nelle vostre parole, che il concetto "carabattola" non è del tutto chiaro (del resto, se non lo è per me come fa a esserlo per voi). Beh, mi correggo: non è che per me non sia chiaro cosa intendo... è però un concetto in continua evoluzione, in divenire.... in trasformazione.


Vi capita mai di fuggire dalla realtà? Di avere cioè forme più o meno blande di evasione dal contingente.... non so, attraverso un libro, una sigaretta fumata in silenzio guardando il cielo, un disco che amate molto ascoltato a tutto volume, una passeggiata con il vostro cane... per me è il vento.

Quando arriva il vento "non ci capisco più niente": i pensieri si fanno leggeri, sottili e volano via. 
 E' stata una giornata di vento intenso quella che mi ha fatto maturare l'idea delle carabattole, che al momento sono per lo più orecchini, bracciali, oggetti d'uso "comune" che nel nostro quotidiano  sono stati svuotati della loro valenza evocativa e magica e che per me, così,  riconquistano il loro valore trasformandosi in bollitori brontoloni, annaffiatoi chiacchierini, forbici da pota extralarge che sbucano inpertinenti tra la mia folta chioma scrutano il mondo da "quassù"...
... ma anche tazze e caffettiere... a ricordarmi i momenti felici condivisi con le amiche, le chiacchiere rubate tra un impegno di lavoro e la bambina da prendere a scuola: tutti quei "morsi di felicità" minuscoli, apparentemente insignificanti, che per me sono sostanza d'amore. 
MA non finisce qui.. le carabattole viaggiano (come me) ed esplorano nuovi mondi... pescano tra i ricordi dell'infanzia

 e si infilano tra i ritagli di stoffa di nonna, affondano le mani nella scatola dei bottoni colorati di mamma
 e si fanno "pupi" da indossare, collane di stoffa che stanno abbracciate al collo, che mi girotondano intorno, filastroccando pensieri di affetto (quelli che mi scrivete sulla bacheca di facebook o nei messaggi che ci scambiamo, per intenderci). 
La Carabattola è il mio modo di sentire, di vedere e spesso di sognare il mondo... il mio bagaglio a mano, l'indispensabile mescolato al fantastico, che si "appende" a me... quasi fosse lo strascico di un'infanzia mai risolta e sopita che torna a bussare prepotentemente attraverso le mie bislacche fantasie, i miei scapestrati e funanbolici voli pindarici, il mio vivere sempre un pò scalza e raminga. La Carabattola sono io, che mi mescolo nel mondo e ne esco sempre trasformata: ma con tutti i pezzetti del mio passato ad arricchire il caleidoscopio delle mie esperienze.

venerdì 6 maggio 2011

Un'isola "d'aMARE" tra kajak trekking e cucina emotiva all'Hotel Cernia

Anche oggi una gran bella giornata di sole incornicia i miei pensieri che, vi assicuro, non sono pochi.
L'avventura appena vissuta con il  corso di "cucina emotiva in kajak" che unisce l'amore per un territorio assolutamente unico e generoso in termini di sensazioni e stimoli mai uguali, al desiderio di accompagnare per mano chi passi di qua a fare la propria personalissima esperienza di un percorso che inizia in mare, attraversa i sentieri e si traduce nel piatto, mi ha sinceramente sorpresa.
Credo, e continuo ad esserne ancora più convinta, che ci siano infinite possibilità (tutte assolutamente personalizzabili... quindi via libera alla fantasia e alle personalissime inclinazioni di ogni operatore) per rendere unico e speciale un soggiorno all'Elba... è che farne l'esperienza diretta lascia sempre un pò "tramortiti di piacere".

 Un piccolo gruppo di avventurosi kajakers (si dice così? chissà) mi ha seguita ieri in una bizzarra avventura tra mare e terra con partenza da Marciana Marina.
Scopo dell'escursione era quello di fare assaporare loro in poche ore la varietà e la ricchezza di un territorio normalmente adibito, nell'immaginario collettivo, a meta turistica balneare. Ebbene il mio intento era quello di fare qualcosa di diverso, di far guardare loro l'isola con occhi nuovi... volevo che la respirassero, la camminassero, ne solcassero in silenzio il mare... che si lasciassero insomma incantare da lei.

Dopo una breve traversata abbiamo fatto sosta alla piccola spiaggia della Cala e abbiamo iniziato un percorso nel verde di rara suggestione durante il quale abbiamo raccolto erbe selvatiche e abbiamo colto l'occasione per parlare dell'isola che fu, prima che l'avvento del turismo cambiasse abbastanza radicalmente costumi e abitudini. La semplicità, il sentire condiviso, lo spazio di un panino al sole, quattro chiacchiere vicino a un ruscello circondato da maestosi esemplari di felce florida: "tutto qua", una ricetta assolutamente e volutamente poco elaborata per garantire immediatezza e genuinità a un messaggio che non mi stanco di ripetere e che molti di voi conosceranno a memoria.
Il contenuto? presto detto. Non conosco un modo alternativo di accogliere le persone a casa nostra.... non esiste per me alternativa al mio (mi rendo conto spiazzante) allargare le braccia a chi passa di qua e mostrare un modo semplice, autentico, forse poco diffuso ormai, di stare insieme guardandosi negli occhi, sorprendendosi per una generosa fioritura di orchidee, gioiendo per un ciuffo di nepitella distinto da uno di menta di fosso.


 E poi? Ancora e sempre lui... il cibo, il veicolo d'amore per eccellenza. E quindi un corso di cucina, un "mettere le mani in pasta" insieme, un ritrovarsi per "fare" in una commistione continua di buoni propositi, ricette frutto di passeggiate "ispirate", racconti legati alle tradizioni culinarie di questi luoghi.
Infine una cena... una tavolata generosa, imbandita a festa (come quelle delle nonne la domenica, ricordate?) per regalarsi ancora lo spazio di un sorriso e un bicchiere di vino insieme, rivivere quelle emozioni ampiamente condivise sui sentieri e nel mare, sorprendersi di quanto semplice sia trovare tracce di poesia lungo la nostra via.