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lunedì 19 novembre 2012

Come si raccontano le emozioni? BTO, aiutaci tu!

Sono pronta.
Si, sono pronta, me lo ripeto da giorni.
Pinterest, Facebook, Twitter, Instagram!!!  Tranquilli: non è un nuovo social modo di inveire, sono gli strumenti che mi servono a condividere con le persone le mie emozioni, lavorando. In effetti a BTO (l'evento più importante dedicato al tema del "travel 2.0") mi hanno chiesto di fare questo, di raccontare la mia social-storia: credo che siano curiosi, a leggere tra le righe del tema che tratteremo,  di sapere come si fa a "metterci cuore" usando uno smartphone. Oddio,  a essere onestissimamente onesta, mica lo so come si fa, eh (ma non diteglielo): semmai so dire perchè io ami i social e perché e in che misura, questi mi aiutino nel quotidiano compito di "raccogliere" storie e raccontarle a chi passa dall'Hotel Cernia.
Sia chiaro: niente ricette "magiche" o elucubrazioni alchemiche sul come si trasformino 140 caratteri in "buona energia condivisa", piuttosto una riflessione "raccontata" sul come e perché la tecnologia  mi sia di aiuto, sulle pratiche che quotidianamente migliorano la mia vita, in modo semplice, intuitivo, assai poco "costruito".
Sullo sfondo (ma in realtà in prima linea nella mia mente) le persone, gli incontri, le relazioni che negli anni hanno accresciuto, nutrito e stimolato la mia idea di "ospitalità", intesa come la creazione partecipata di un luogo in cui le persone, nello scambio, si conoscono, si  emozionano, condividono bellezza.
Sono pronta.
Si, sono pronta, me lo ripeto da giorni... Vi aspetto il 30 Novembre alle 14.15 e ficcheremo il naso nella mia scompigliatissima cassetta degli attrezzi

martedì 20 dicembre 2011

AAA Collaboratorio offresi



Nonostante le festività alle porte, le inevitabili corse dell'ultim'ora per incastrare nell'agenda ormai esausta di quest'anno gli ultimi impegni da onorare prima che il 2011 ci saluti... la mia mente non ha mai smesso di interagire con quel posto lì... si, insomma, avete capito... "l'innominato", croce e delizia dei giorni miei (l'albergo). Si perché, si sa, l'impegno annuale di rifare un paio di camere e di realizzarle incrociando la poesia del luogo con le mie personali inclinazioni e le suggestioni che mi arrivano potenti dalle letture che faccio... è notevole. Fortunatamente, si sa, viaggio leggera ma non sono sola. Ad affiancarmi, supportarmi (ma, diciamolo, anche sopportarmi!!) in questa grande avventura, oltre all'ormai rodato e affidabile Cristiano (la mente lucida, lo sguardo defilato ma presente nel gruppo) c'è un collaboratorio. Già nel nome sta il suo destino: quello cioè di incentivare la condivisione, lo scambio di idee, emozioni, intuizioni, pensieri. 
Alla base della nostra felice collaborazione (oltre che una buona dose di stima, affetto, amicizia, piacere di stare insieme, capacità di perdersi di notte nei boschi o di svuotare un barattolo di biscotti in un quarto d'ora, in mezzo a fiumi di parole, lacrime e risate a perdifiato) sta un'idea semplicissima: lavorare insieme mettendo a disposizione del gruppo competenze, professionalità, risorse umane, contatti, tempo, pizze e qualche pacchetto di fazzoletti (perché si sa, sono di lacrima facile io).

Significa che ognuno fa qualcosa e che tutti concorrono alla realizzazione finale di un'intuizione che nasce da poche, semplici suggestioni. L'idea che ho in mente da tempo e che grazie a Consuelo, Giovanni, Marco, Daniele (ma ho la sensazione che nel tempo il collaboratorio si arricchirà di altra bella umanità e che la lista dei nomi sia destinata ad aumentare) riesco a mettere felicemente i pratica, è di far si che in ogni camera dell'albergo si possano vivere alcune delle infinite emozioni che il viaggio su un'isola, o meglio su quest'isola, riescono a regalare.

 
Ecco che negli scorsi anni ci siamo dedicati ai legni morsi dal mare, ai nidi, al vento, alle foglie e ai pesci, rintracciando principalmente nella Natura (per me un elemento di assoluto valore che mi lega profondamente a quest'isola) la musa ispiratrice dei nostri progetti.

Con la felice esperienza condivisa dei primi due anni alle spalle, per il 2012 abbiamo progetti diversi e il desiderio di conoscere, approfondire, viaggiare insieme a voi. L'idea in effetti questa volta volta diventa ancora più ambiziosa e cerca il coinvolgimento vostro... di chi cioè vivrà in prima persona le camere e le atmosfere che andremo a ricreare al loro interno. La scoperta e il racconto sono secondo noi due ingredienti importanti nella dimensione del viaggio e per questo rappresenteranno i due temi che vorremmo approfondire nelle stanze che andremo a "poeticizzare". Come? Con il vostro aiuto, le vostre suggestioni, i pensieri, le immagini, i suoni, i ricordi, i sogni e quant'altro vi possano suggerire il tema della scoperta e del racconto. Aspetto le suggestioni, gli spunti e le riflessioni che vorrete condividere perché il nostro "collaboratorio" ha voglia di crescere con voi...

lunedì 12 dicembre 2011

Per Samuel Pietro hip hip hurrà

Dunque, dove eravamo rimasti? Ah si mi ricordo... eravamo QUI

C'eravamo tutti (o quasi) perché la stagione stava volgendo al termine e molti dei ragazzi che lavorano con noi erano partiti. Abbiamo fatto festa quel giorno e ci siamo dedicati una bella grigliata in giardino. Sole caldo, profumo di carne alla griglia, un genuino vino rosso a portare allegria alla tavola imbandita e poi loro... le "mie bimbe" (le signore ai piani) a strapparmi un sorrisetto con un'orchidea bellissima ma mai quanto il biglietto che la accompagnava

E' stata una giornata bellissima, l'occasione per celebrare e celebrarSi... per ringraziare e festeggiare l'essere insieme, il condividere una strada emozionante tutti insieme, tenendo sempre a mente che ogni cosa che si fa, la si realizza grazie al contributo prezioso di tutte le persone che lavorano insieme a noi. E poi? Ah si... quello che non amo.... il momento dei saluti. Vi ricordate Antonella? La ragazza che lavorava alla reception. Molti di voi neanche se ne sono accorti che era in dolce attesa perché è stata bravissima a nascondere il pancione per tutta l'estate ma devo dire che a fine stagione si presentava così :)
Beh ci siamo lasciate in quei giorni con molto affetto e una manciata di bei ricordi. La vita di Antonella chiaramente adesso è cambiata molto e tutte le sue energie sono rivolte alla cura di suo figlio, perciò l'avventura Cernia si è conclusa e ne è appena iniziata una ben più importante :) Si perché Antonella mi ha scritto due giorni fa: SAMUEL PIETRO è nato, sta bene e ha una gran voglia di crescere. Ho visto le prime immagini che preferisco non condividere per rispettare il diritto alla privacy del nuovo nato ma credetemi: è un gran bel bimbo a cui vanno tutti i nostri più affettuosi e sinceri AUGURI :)

venerdì 21 ottobre 2011

#elbafall2011 e lo strascico emotivo dell'Hotel Cernia

Un pò lo immaginavo ma di certo non poteva essermi chiaro fino in fondo.
Si, è vero... quel pizzicore sottile, quello sfarfallio di pancia tipico di tutte le occasioni che mi emozionano, avrebbero dovuto "mettermi in guardia" facendomi capire che si sraebbe trattato di qualcosa di veramente magico. Eppure se non ci si passa, se non lo si prova, se quel sentire non infiamma le guance e non fa sbrilluccicare gli occhi... si tende a minimizzare, c'è poco da fare.
E' cosi' che #elbafall2011 (l'ormai tradizionale saluto di chiusura che coinvolge un sempre più nutrito ed affiatato gruppo di "ospiti amici" o di "amici ospiti" che dir si voglia) ha rappresentato per tutti noi che del Cernia facciamo parte, una tre giorni intensa, ricca di stimoli, di momenti di condivisione sani, genuini, semplici (come piacciono a me insomma).
Abbiamo aperto la tre giorni venerdi 14 ottobre,  con una cena "affettuosa", che ha inteso raccogliere i sapori e le sensazioni di gusto che più ci hanno convinto, seguita da un meraviglioso concerto, (che è stato poi la prima data del primo tour di un quartetto straordinario sia per talento, che per umanità: il D Quartet. Più che di un concerto, si è trattata di una vera e propria esperienza che ha coinvolto tutti i sensi: si è giocato, ascoltato, interagito con i musicisti che si sono fusi e confusi con una platea attenta, coinvolta, divertita, ammaliata.
Il giorno dopo siamo andati tutti a far castagne e a godere della magia dei boschi secolari che incorniciano il nostro versante nord occidentale. E' stata l'occasione per conoscere da vicino un ambiente che chi ci viene a fare visita in estate difficilmente esplora e per regalarsi una meravigliosa grigliata al Santuario di San Cerbone. Cosa ricordo ancora adesso con grande affetto? il momento in cui ci siamo riuniti con i bambini e abbiamo giocato a "strega comanda color". Si, perché in quel momento è stato chiaro a tutti cosa stava accadendo. Non c'erano ruoli, colori distinzioni d'età che potessero creare barriere... c'erano persone, che in alcuni casi si erano appena conosciute, unite dalla voglia di stare, essere, correre, ridere... "tutto qui". In serata c'è stato ancora tempo da dedicarsi sia con la dispensa emotiva di Michele (che ha spiegato ai presenti il perché di una cucina così fortemente legata ai sapori del luogo e ai ricordi d'infanzia) che con la bossa nova di Stefano (ormai di casa qui da noi) e David. 
Domenica ho richiesto uno sforzo ai nostri eroi, convinta come sono che la grande potenzialità inespressa di quest'isola sia la sua incredibile varietà di panorami, suggestioni e habitat, li ho riuniti a raccolta per un'escursione nell'altro versante dell'Elba. Su richiesta di Claudio, che da tempo desiderava esplorare la Miniera del Ginevro, e con la collaborazione spontanea, entusiasta e genuina di Stefano Luzzetti, che ha messo a nostra disposizione le sue conoscenze e il suo tempo, ci siamo quindi avventurati nel versante orientale dell'isola, potendone così apprezzare il fascino minerario legato all'attività estrattiva che fino agli anni '80 ha sfamato numerose famiglie.

L'intensità e la varietà delle emozioni e delle esperienze condivise, vorrebbero che proseguissi il racconto ma di fatto io credo che le parole non servano e non bastino a "spiegare" l'inspiegabile, a esprimere il grumo di gratitudine e affetto che provo per le persone che lavorano con noi e che con gioiosa spontaneità hanno messo a disposizione tempo, mezzi, energie e competenze per far sì che la grigliata di San Cerbone riuscisse meravigliosamente bene. Non conosco nemmeno parole che possano renedere giustizia al mio sentire, all'emozione che provo ogni volta che tornano gli amici e alle lacrime che alluvionano i miei occhi quando ripartono. Io so che chi c'era sa di cosa sto scrivendo... lo so perché è un sentire condiviso che mi riempie di gioia, di buone speranze, di energia per continuare una via che non sempre è semplice e immediata come appare... A tutti gli altri vorrei dire che il Cernia è un "sentire", che può essere solo vissuto per essere compreso,  e che forse questa chiacchierata tra amici, appunto, che si è svolta sul finale di #elbafall2011 può aiutare a intuire..... 


giovedì 8 settembre 2011

Così non vale però!

Dico io, non c'è davvero pace. Qui da noi le emozioni si inseguono davvero a perdifiato ed è tutto così mescolato che a volte fatico seriamente e non capisco se sto lavorando o sto vivendo i mei giorni in una sorta di famiglia allargata. Si perché questo è ed hanno il sapore genuino e "soffice" delle cose fatte con piacere e gioia, i momenti di condivisione da noi.
Chi di voi mi "sleggiucchia" un pò assiduamente, saprà che qualche giorno fa abbiamo presentato al "dispensa emotiva" in occasione di un aperitivo condiviso. Di che si tratta? Del tentativo di racchiudere alcuni dei sapori (e con loro inevitabilmente le emozioni ad essi collegate) in un barattolo da portare via, da regalare alle persone care o semplicemente da guastare in tutta calma a casa... quasi a voler prolungare il piacere condiviso qua con noi.
Una tavola "affettuosa", imbandita del calore e delle attenzioni che amiamo rivolgervi quando siete nostri ospiti, è stata la naturale cornice di una situazione di assoluta convivialità durante la quale ricordi d'infanzia (generosamente raccontati da Anna,la mamma di Michele lo chef), ispirazioni legate al nostro territorio e la nostra filosofia di lavoro (che somiglia terribilmente a quella di vita in realtà) si sono mescolate insieme creando una atmosfera difficlmente descrivibile.
Al tempo delle letture dei testi che ispirano e riempiono di sguardi poetici la mia personale visione dell'universo "cucina", ha fatto seguito quello delle chiacchiere tra amici, tra un sorso di vino e il pane che veniva passato con genuina semplicità da un commensale all'altro.
Un piacere sincero, che travalica i ruoli e le situazioni, ha tenuto unite una quindicina di persone attrono a una tavola affettuosamente imbandita e ricca di sapori antichi (hanno spopolato i fichi all'aceto secondo la ricetta di mamma Anna, tanto per capirsi) convincendomi se possibile ancora una volta di più che è di questi contenuti e di queste storie che voglio "cantare" da grande....


 

venerdì 26 agosto 2011

Apre la dispensa emotiva all'Hotel Cernia




Manca poco: ci siamo quasi. Il 3 settembre, con un aperitivo con Michele,  il capo cuciniere, iniziamo ufficialmente una nuova avventura (si, perché quelle attualmente in corso, evidentemente, non ci bastavano....).
Vi ricordate la dispensa della nonna? quel mobile un pò rosicchiato dai tarli tutto trine e profumo di cera per mobili, che quando lo aprivi ti spalancava le porte del paradiso. Bastava il "tlac" della chiave che rumorosamente girava nella serratura ed eri nel mondo della cucinad'amore: melanzane sott'olio, conserve di pomodoro al profumo di basilico dell'orto, marmellata di fichi e pescetti in carpione.... mmmmm, solo  a pensarci arrossisco per la ghiottoneria che accende violente emozioni! 

Beh, è stato il ricordo (ancora vivo e ricco di acquolina) di quei giorni d'infanzia ad averci suggerito questa esperienza, unito al desiderio di regalarvi un'occasione per  prolungare il "sapore del Cernia" una volta tornati a casa. 
Ragù di polpo, "ortoliera" di verdure, palamita sott'olio al profumo d'erbe, marmellate piccanti da abbinare a formaggi o a bolliti di carne, fichi del nostro giardino alla maniera di Anna, sono solo alcune delle prelibatezze che vorremmo potervi offrire nella speranza vi aiutino  a portare a casa un pò della magia che qui si respira tutti insieme. 
Appuntamento il 3 settembre, quindi, nella piazzetta più emotiva che c'è (quella di casa nostra per intendersi) per gustare (e portare via) alcune delle nostre emozioni in barattolo!


 

giovedì 25 agosto 2011

Inizia sempre tutto per gioco




Fate mente locale per un attimo... pensate e ripensate a quei bivii e a quegli snodi. Fateci caso, mettete a fuoco... con calma, pian pianino. Lo trovate? Vi riaffiora tra i ricordi quel momento, piccolo piccolo, in cui qualcosa di grande, di vero, di potente, è nato per caso, quasi frutto di una distrazione di un attimo.
Sarà, ma io ho la mente affollata da queste situazioni: un giorotondo di episodi che mi ricordano quante siano le situazioni in cui dal fortuito e inatteso è nata una via nuova, che avrei seguito e che mi avrebbe cambiata. Anche con lei è andata così.


 Era un pomeriggio caldissimo e avevo la mente un pò appannata dopo una notte troppo avara di sonno. Quel giorno chiesi ai miei amici di scrivere sulla bacheca del mio profilo facebook, un motivo per cui essere felici. Il risultato? una interminabile, meravigliosa, commovente collana di pensieri luminosi. Belli... troppo belli per non celebrarli, per non desiderare di sentirseli sempre addosso, quasi fossero il mio privato talismano per la felictà.In un attimo mi balenò un pensiero: fare di quella lunga filastrocca di pensieri, una collana di parole da tenere sempre abbracciata al mio collo.
Complice la grande magia del web che tutti mette in rete, moltiplicando relazioni e scambi, nonché la mia da poco iniziata avventura tra le carabattole    sta di fatto che, grazie al passaparola,  ho incontrato il favoloso mondo di Oplà ed è stato subito amore puro, sincero, spontaneo che trabocca entusiasmo e moltiplica stimoli creativi.
L'incontro con Michela Deanesi (così si chiama la donna magica che in Via Sarpi a Milano crea sogni che abbracciano il collo o che scendono delicatamente dalle orecchie confondendosi tra i capelli) e il suo mondo fatato fatto di sonagli, piume e cristalli è stato per me una vera folgorazione, foriera di grandi entusiasmi e stimoli creativi per i giorni a venire.
Sono incontri fortuiti (ma non troppo, nel senso che io non credo nel "caso") a regalarmi sguardi nuovi e gioie insperate e a convincermi sempre più che... OPLA'... dal virtuale alla realtà: non è un gioco ma una grande verità :)

martedì 16 agosto 2011

La memorabile #grigliatadel15 all'Hotel Cernia

Incredibile... ho impiegato un giorno per "riprendermi"...
C'è voluto del "vuoto", dello "spazio", una interruzione nel flusso incessante e generoso di emozioni che in questo periodo imperversano nei miei giorni scompigliati.




Si, perché la #grigliadel15 (l'evento in giardino che celebra e festeggia il raggiungimento del "culmine" della stagione a casa nostra) quest'anno se possibile è stata ancora più emozionante e intensa.
A un aperitivo in piscina degno di nota per l'impegno profuso non solo per la qualità del cibo ma anche per una presentazione che non ha lasciato niente al caso tra generose fioriture di zucca e lunghe file di bocconcini avvolti tra le foglie o delicatamente sistemati in barattolini monoporzione, ha fatto seguito una romanticissima grigliata  in un giardino deliziosamente illuminato e disseminato di tavoli imbanditi a festa sotto a un tetto di stelle.




La selezione musicale, accuratamente studiata per accompagnare emozioni a perdifiato, ha poi scaldato gli animi dei molti ospiti che sono scesi a bordo piscina che si sono abbandonati a sfrenate e liberatorie danze mentre un gran finale in piscina (rigorosamente vestiti!!) che ha sapientemente mescolato i ragazzi dello staff agli invitati, ha se possibile ulteriormente  celebrato l'emozionante commistione di percorsi che fa del Cernia una "casa degli affetti".


Una serata che anche semplicemente  raccontata riaccende emozioni e accelera i battiti, non fa che coronare una stagione disseminata di eventi felicemente condivisi. Ripenso alla meravigliosa #springelba (la festa di apertura che ha chiamato a raccolta un nutrito gruppo di "amici del Cernia"), alle esperienze in cucina tra erbe spontanee ed escursioni in kajak, 


ai concerti jazz e blues, alle serate dedicate alla natura dell'isola con la collaborazione di Marlies Moeretter (esperta guida ambientale) o del diving center Il Careno e ancora all'arte in giardino che impreziosisce i nostri sentieri 
e a tutte gli appuntamenti che ancora ci aspettano. 
Penso insomma a una ricetta unica che mescola passione, amore per questi luoghi, desiderio di emozionare emozionandosi e che fa di questa casa una "piazzetta affettuosa" e non riesco a non menzionare loro... i sapienti esecutori di questo insieme bislacco ed eterogeneo di ingredienti: tutti i ragazzi che con fantasia e dedizione interpretano splendidamente il loro lavoro e senza la cui collaborazione non potrei fare dei miei giorni lo scapestrato mosaico di emozioni che voi ben conoscete e che emerge dai miei quotidiani e stropicciatissimi racconti.
Quindi tutto sommato... sapete che vi dico? Che li abbraccio tutti i miei "sconclusionati ragazzi" in questo lunghissimo post... in attesa di raccontarvi altri particolari delle nostre avventure. 
Il prossimo appuntamento?  Il 21 Agosto, con le magie di fuoco di Goldi!

giovedì 11 agosto 2011

Figli delle Stelle all'Hotel Cernia

"Come le stelle noi soli nella notte noi ci incontriamo
Come due stelle noi silenziosamente insieme ci sentiamo
Non c'e'il tempo di fermare questa corsa senza fine che ci sta' portando via e il vento spegnera' il fuoco che si accende
Quando sono in te quando tu sei in me
Noi siamo figli delle stelle figli della notte che ci gira intorno
Noi siamo figli delle stelle non ci fermeremo mai
per niente al mondo
Noi siamo figli delle stelle senza storia senza eta'
eroi di un sogno
Noi stanotte figli delle stelle ci incontriamo per poi perderci nel tempo
Come due stelle noi riflessi sulle onde scivoliamo
Come due stelle noi  avvolti dalle ombre noi ci amiamo
Io non cerco di cambiarti so che non potro' fermarti
tu per la tua strada vai addio ragazza ciao io non ti scordero'
dovunque tu sarai dovunque io saro'"

GRAZIE A TUTTI VOI CHE AVETE ILLUMINATO LA NOTTE DELLE STELLE AL FREAKFEST 2011

Che sapore ha un'emozione?


Che fosse in ballo un freakfest a casa nostra era ormai risaputo: post, link, canzoni condivise e quant'altro hanno fatto da sfondo alla predisposizione di questa esperienza che forse più delle altre, e comunque in modo del tutto singolare, mi ha colpita. Una partecipazione assolutamente inusuale e capillare ha alleggerito lo sforzo che inevitabilmente sottende all'organizzazione di simili iniziative. Di colpo tutti sono stati coinvolti e si sono sentiti partecipi di un modo di essere e di stare.... Si perché la festa freak vuole essere un pretesto per tornare a fare insieme, condividere tempo e spazio, tornare a sorridere e magari guardare con nostalgia a un tempo carico di ideali epassioni genuine.

Cosa mi ha coplito oltre la straordinaria partecipazione virtuale di chi non c'era ma su facebook non ci ha mai erso di vista?
La partecipazione dei nostri ragazzi, la loro genuina capacità di mettersi in gioco, di integrarsi alla vita (strampalata) di un albergo che somiglia sempre più a una casa nella quale arte, musica, poesia e buon cibo si mescolano in una ricetta assolutamente inconsueta.

martedì 2 agosto 2011

Blowing in the wind

Manca poco, poco davvero: tra una settimana vivremo una nuova avventura qui da noi. Complice una ghiotta occasione (la notte delle stelle cadenti) abbiamo pensato di trascorrere in compagnia la serata e di farlo in giardino, ballando la musica della nostra infanzia e di dare vita a FreakFest.
Sono sinceramente colpita (ed estasiata) dalla forte risposta emotiva che la preparazione dell'evento sta avendo. 
Una partecipazione diffusa e genuina da parte di moltissimi amici (molti dei quali appena incrociati lungo la via "feisbucchiana") ha accompagnato la predisposizione di una frizzantissima playlist che sarà la colonna sonora della serata, mentre commenti, foto postate e aneddoti della giovinezza, hanno movimentato la mia bacheca facebook negli ultimi giorni.
Vivremo un dopocena in giardino  sulle note della musica che a cavallo tra gli anni '60 e '70




ha acceso e accompagnato le emozioni di una generazione che ha senz'altro contribuito a scrivere la storia dei nostri giorni e che personalmente guardo con ammirazione e "sentimento", perché animata da grandissimi ideali, desiderio di rinnovamento, capacità di difendere ed esprimere un bisogno collettivo... quello di veder realizzato il sogno di un mondo migliore....


In un'epoca in cui apatia e "disimpegno civile" sembrano avere la meglio, mi piace l'idea di riunire su di un prato un pugno di sognatori, di animi inquieti che ancora ha voglia di crederci e di sperare, tenendo così vivo quel fuocherello flebile eppure tenace, che ancora, sotto le ceneri di un vivere comune "appiattito e imbolsito dal presunto benessere", vive di emozioni sincere.


Vi aspettiamo quindi, scalzi e un pò ribelli, a caccia di stelle cadenti, in una notte che sarà  tenuta viva dal soffio del vento...



domenica 31 luglio 2011

Per me la cucina deve raccontare un'emozione



Sono passate troppe settimane dall'ultima volta che siete entrati in cucina... l'esperienza s'ha da ripetere assolutamente! 
Mi diverto a girellare tra i fornelli con voi, a mostrarvi il nostro "lato B"... il dietro le quinte, la fucina delle emozioni che andiamo condividendo nel piatto.
Del resto, non si assapora pienamente il gusto della cioccolata se non si è affondato almeno una volta il dito nel pentolino dal quale la abbiamo versata...
La cucina per me va vissuta, raccontata, annusata, assaporata con tutti i sensi... ecco perché appena possiamo organizziamo questi inviti al "fare insieme"... 
Se aprile e maggio sono da noi i mesi vocati alla cucina delle erbe, in questo periodo possiamo rispolverare i "racconti in cucina", fatti da tutte quelle preparazioni che parlano di noi, rievocano il sapore dei gesti semplici compiuti dalle mamme e dalle nonne, ci trasportano per un attimo in un altrove che è parte del nostro vissuto.



Con questa intenzione, mi sono messa a lavoro con Michele, il cuoco, per studiare un'esperienza da fare in cucina con tutti voi e che cucia insieme tutti i pezzetti di vita e di storie che fanno da corollario ad un piatto preparato con amore. Penso al profumo del sugo di carne, ad esempio, o a quello delle polpette appena fritte o ancora al pane caldo sul quale nonna metteva generose fette di pomodoro condito con olio sale origano e tutto il suo affetto... penso a un corso di cucina poco tecnico e molto emotivo... che lasci spazio ai racconti, ai vissuti, ai ricordi di ciascuno di noi e che, nel farlo, parli della cucina come di un linguaggio universale, capace di parlare al cuore di tutti.
Vi aspetto in cucina i primi di agosto, vi va?

domenica 24 luglio 2011

Nella testa ho un campanello...

"Forse sono i bambini a sostenere il mondo e gli animali, forse sono i cuccioli d'ogni specie.


C'è tanta gioia dentro quei corpi piccoli, tanta di quella preghiera, forse sono i bambini, i fiori, l'acqua, le cose fatte da due mani, la quiete di una casa, roba da niente"  Mariangela Gualtieri












venerdì 22 luglio 2011

Caffettiere, libellule, tazze e magia


Mi accorgo dai vostri commenti, dalle domande più o meno precise che mi fate e dalla crescente curiosità che si avverte nelle vostre parole, che il concetto "carabattola" non è del tutto chiaro (del resto, se non lo è per me come fa a esserlo per voi). Beh, mi correggo: non è che per me non sia chiaro cosa intendo... è però un concetto in continua evoluzione, in divenire.... in trasformazione.


Vi capita mai di fuggire dalla realtà? Di avere cioè forme più o meno blande di evasione dal contingente.... non so, attraverso un libro, una sigaretta fumata in silenzio guardando il cielo, un disco che amate molto ascoltato a tutto volume, una passeggiata con il vostro cane... per me è il vento.

Quando arriva il vento "non ci capisco più niente": i pensieri si fanno leggeri, sottili e volano via. 
 E' stata una giornata di vento intenso quella che mi ha fatto maturare l'idea delle carabattole, che al momento sono per lo più orecchini, bracciali, oggetti d'uso "comune" che nel nostro quotidiano  sono stati svuotati della loro valenza evocativa e magica e che per me, così,  riconquistano il loro valore trasformandosi in bollitori brontoloni, annaffiatoi chiacchierini, forbici da pota extralarge che sbucano inpertinenti tra la mia folta chioma scrutano il mondo da "quassù"...
... ma anche tazze e caffettiere... a ricordarmi i momenti felici condivisi con le amiche, le chiacchiere rubate tra un impegno di lavoro e la bambina da prendere a scuola: tutti quei "morsi di felicità" minuscoli, apparentemente insignificanti, che per me sono sostanza d'amore. 
MA non finisce qui.. le carabattole viaggiano (come me) ed esplorano nuovi mondi... pescano tra i ricordi dell'infanzia

 e si infilano tra i ritagli di stoffa di nonna, affondano le mani nella scatola dei bottoni colorati di mamma
 e si fanno "pupi" da indossare, collane di stoffa che stanno abbracciate al collo, che mi girotondano intorno, filastroccando pensieri di affetto (quelli che mi scrivete sulla bacheca di facebook o nei messaggi che ci scambiamo, per intenderci). 
La Carabattola è il mio modo di sentire, di vedere e spesso di sognare il mondo... il mio bagaglio a mano, l'indispensabile mescolato al fantastico, che si "appende" a me... quasi fosse lo strascico di un'infanzia mai risolta e sopita che torna a bussare prepotentemente attraverso le mie bislacche fantasie, i miei scapestrati e funanbolici voli pindarici, il mio vivere sempre un pò scalza e raminga. La Carabattola sono io, che mi mescolo nel mondo e ne esco sempre trasformata: ma con tutti i pezzetti del mio passato ad arricchire il caleidoscopio delle mie esperienze.

venerdì 6 maggio 2011

Un'isola "d'aMARE" tra kajak trekking e cucina emotiva all'Hotel Cernia

Anche oggi una gran bella giornata di sole incornicia i miei pensieri che, vi assicuro, non sono pochi.
L'avventura appena vissuta con il  corso di "cucina emotiva in kajak" che unisce l'amore per un territorio assolutamente unico e generoso in termini di sensazioni e stimoli mai uguali, al desiderio di accompagnare per mano chi passi di qua a fare la propria personalissima esperienza di un percorso che inizia in mare, attraversa i sentieri e si traduce nel piatto, mi ha sinceramente sorpresa.
Credo, e continuo ad esserne ancora più convinta, che ci siano infinite possibilità (tutte assolutamente personalizzabili... quindi via libera alla fantasia e alle personalissime inclinazioni di ogni operatore) per rendere unico e speciale un soggiorno all'Elba... è che farne l'esperienza diretta lascia sempre un pò "tramortiti di piacere".

 Un piccolo gruppo di avventurosi kajakers (si dice così? chissà) mi ha seguita ieri in una bizzarra avventura tra mare e terra con partenza da Marciana Marina.
Scopo dell'escursione era quello di fare assaporare loro in poche ore la varietà e la ricchezza di un territorio normalmente adibito, nell'immaginario collettivo, a meta turistica balneare. Ebbene il mio intento era quello di fare qualcosa di diverso, di far guardare loro l'isola con occhi nuovi... volevo che la respirassero, la camminassero, ne solcassero in silenzio il mare... che si lasciassero insomma incantare da lei.

Dopo una breve traversata abbiamo fatto sosta alla piccola spiaggia della Cala e abbiamo iniziato un percorso nel verde di rara suggestione durante il quale abbiamo raccolto erbe selvatiche e abbiamo colto l'occasione per parlare dell'isola che fu, prima che l'avvento del turismo cambiasse abbastanza radicalmente costumi e abitudini. La semplicità, il sentire condiviso, lo spazio di un panino al sole, quattro chiacchiere vicino a un ruscello circondato da maestosi esemplari di felce florida: "tutto qua", una ricetta assolutamente e volutamente poco elaborata per garantire immediatezza e genuinità a un messaggio che non mi stanco di ripetere e che molti di voi conosceranno a memoria.
Il contenuto? presto detto. Non conosco un modo alternativo di accogliere le persone a casa nostra.... non esiste per me alternativa al mio (mi rendo conto spiazzante) allargare le braccia a chi passa di qua e mostrare un modo semplice, autentico, forse poco diffuso ormai, di stare insieme guardandosi negli occhi, sorprendendosi per una generosa fioritura di orchidee, gioiendo per un ciuffo di nepitella distinto da uno di menta di fosso.


 E poi? Ancora e sempre lui... il cibo, il veicolo d'amore per eccellenza. E quindi un corso di cucina, un "mettere le mani in pasta" insieme, un ritrovarsi per "fare" in una commistione continua di buoni propositi, ricette frutto di passeggiate "ispirate", racconti legati alle tradizioni culinarie di questi luoghi.
Infine una cena... una tavolata generosa, imbandita a festa (come quelle delle nonne la domenica, ricordate?) per regalarsi ancora lo spazio di un sorriso e un bicchiere di vino insieme, rivivere quelle emozioni ampiamente condivise sui sentieri e nel mare, sorprendersi di quanto semplice sia trovare tracce di poesia lungo la nostra via.

mercoledì 16 marzo 2011

Festadiprimavera all'Hotel Cernia

Mi ricordo che da piccina sgranavo gli occhi (e sbuffavo un pò) quando i "grandi" (specie mia nonna) con fare nostalgico e sorpreso esclamavano che "il tempo vola, bimba mia". A me, che della fretta di crescere, di scoprire, di imparare (a cascare, direi oggi, e sempre meglio... perché anche nel prendere "pattoni" ci vuol stile, amici miei!) ho sempre fatto motivo d'orgoglio, questa frase non andava giù.
Si perché per me, altro che, il tempo non passava mai: prima non vedevo l'ora di andare a vivere in campagna, poi di iscrivermi all'università, poi di finire gli studi... insomma, potrei tediarvi a lungo, fatto sta che son dovuta arrivare all'ultima spicciolata degli "enta" (alle porte degli "anta", per intendersi e per trattenere un civettuolo e femminile mistero sulla mia età) per capire che sì, caspiterina, il tempo vola.
E quindi, se mi pare davvero ieri che ci siamo visti alla festa d'Autunno che tanto ha significato per me.... con sorpresa, eccitazione ed entusiasmo rinnovati, mi rendo conto che ci siamo, tutto è (quasi... mio Dio, dovreste vedere che cantiere è il Cernia in questi giorni) pronto.
E allora, siccome alle cose belle ci si prende gusto e con l'andare del tempo, appunto, si diventa più sensibili ai momenti capaci di regalare senso e vigore a un percorso che, come quello di tutti, a volte ha inciampi, io non ho rinunciato all'idea di aprire con gioia, con una festa.

Si partirà il 15 aprile e invece di farlo in sordina, cari miei, lo si farà con entusiasmo. Siamo circondati da troppi disastri e da troppe sofferenze (e non fatemi scendere nel particolare delle vicende che sono oggi di attualità) per non trovare in ciò che ci circonda motivi validi per festeggiare ed esser lieti di ciò che il fato ci ha regalato.

Così ho pensato ad un aperitivo beneaugurante e ad un'occasione per ritrovarsi dopo il "letargo" (??) invernale. A proposito: a tutti gli AMICI che già hanno chiamato e hanno organizzato ferie, (o inventato scuse le più disparate pur di poterci ESSERE) voglio rivolgere anche per questa via un sentito ringraziamento perché, vedete, di questo si tratta: di una "chiamata agli affetti", di un'opportunità che vicendevolmente ci regaliamo per trovare il tempo e lo spazio di un abbraccio lungo due giorni e allietato da musica dal vivo, cene al profumo d'isola d'Elba e tanti progetti. Torneranno amici vecchi e nuovi: incrocerete la poesia intensa e "antica" di Marcia Theophilo che ha ispirato con i suoi versi la "Camera del vento" e spero potrete conoscere anche gli amici di ipotesi officina fotografica che mi hanno regalato sguardi nuovi su quest'isola che, lo sapete, mi ha rubato il cuore.

Insomma, gli argomenti zampillano nella mia mente e grande è il rischio di scriverne toppo a lungo, perciò sapete che vi dico? Venite a trovarci di persona il week end del 15 e 16 Aprile: tra musica dal vivo, percorsi d'arte in giardino, poesia e cene appetitose... credo troveremo gli "argomenti" per le nostre storie da raccontare.
Un abbraccio festoso a tutti voi :)