domenica 24 luglio 2011

Nella testa ho un campanello...

"Forse sono i bambini a sostenere il mondo e gli animali, forse sono i cuccioli d'ogni specie.


C'è tanta gioia dentro quei corpi piccoli, tanta di quella preghiera, forse sono i bambini, i fiori, l'acqua, le cose fatte da due mani, la quiete di una casa, roba da niente"  Mariangela Gualtieri












sabato 23 luglio 2011

Sono figlia del Vento


"Io guardo spesso il cielo.
Lo guardo al mattino nelle ore di luce
e tutti il cielo si attacca agli occhi
e viene a bere, e io a lui mi attacco
come una pianta che si mangia la luce"

Mariangela Gualtieri








Il vento mi spazza via i pensieri: li sfila uno ad uno dalla mia testa,  mi corre lungo la schiena, mi sussurra parole, mi scapiglia la mente che si fa leggera, liquida, eterea. Il vento  mi sveglia, mi sviva, mi sbatte.


  
Nei giorni di vento, non riesco a "stare" nel REALE... volo, mi perdo, mi trovo, mi cerco, mi nascondo... raccolgo pezzetti di me che si sparpagliano lungo la via e giorotondano con le foglie, si accavallonano nel mare, spumano in bianco, si arrotolano nel salmastro, si stortano nella vita. Nel vento, sono un granello di TUTTO.


Volo e cado, cado e torno, apro e chiudo, guardo dentro di me e scappo fuori, mi inseguo ma non mi acchiappo... intravedo, intuisco e appena mi avvicino... sfumo, evaporo, divento sottile, mi aggancio a una folata di vento e volo via. Sono figlia dell'aria, della terra, dell'acqua e del fuoco ma è con il vento che mi accendo, è nel vento che mi rifugio... è da lui che torno quando tutto brucia, è con lui che parlo quando sono muta...  tra le sue braccia torno a  fiorire e si fa primavera.

venerdì 22 luglio 2011

Caffettiere, libellule, tazze e magia


Mi accorgo dai vostri commenti, dalle domande più o meno precise che mi fate e dalla crescente curiosità che si avverte nelle vostre parole, che il concetto "carabattola" non è del tutto chiaro (del resto, se non lo è per me come fa a esserlo per voi). Beh, mi correggo: non è che per me non sia chiaro cosa intendo... è però un concetto in continua evoluzione, in divenire.... in trasformazione.


Vi capita mai di fuggire dalla realtà? Di avere cioè forme più o meno blande di evasione dal contingente.... non so, attraverso un libro, una sigaretta fumata in silenzio guardando il cielo, un disco che amate molto ascoltato a tutto volume, una passeggiata con il vostro cane... per me è il vento.

Quando arriva il vento "non ci capisco più niente": i pensieri si fanno leggeri, sottili e volano via. 
 E' stata una giornata di vento intenso quella che mi ha fatto maturare l'idea delle carabattole, che al momento sono per lo più orecchini, bracciali, oggetti d'uso "comune" che nel nostro quotidiano  sono stati svuotati della loro valenza evocativa e magica e che per me, così,  riconquistano il loro valore trasformandosi in bollitori brontoloni, annaffiatoi chiacchierini, forbici da pota extralarge che sbucano inpertinenti tra la mia folta chioma scrutano il mondo da "quassù"...
... ma anche tazze e caffettiere... a ricordarmi i momenti felici condivisi con le amiche, le chiacchiere rubate tra un impegno di lavoro e la bambina da prendere a scuola: tutti quei "morsi di felicità" minuscoli, apparentemente insignificanti, che per me sono sostanza d'amore. 
MA non finisce qui.. le carabattole viaggiano (come me) ed esplorano nuovi mondi... pescano tra i ricordi dell'infanzia

 e si infilano tra i ritagli di stoffa di nonna, affondano le mani nella scatola dei bottoni colorati di mamma
 e si fanno "pupi" da indossare, collane di stoffa che stanno abbracciate al collo, che mi girotondano intorno, filastroccando pensieri di affetto (quelli che mi scrivete sulla bacheca di facebook o nei messaggi che ci scambiamo, per intenderci). 
La Carabattola è il mio modo di sentire, di vedere e spesso di sognare il mondo... il mio bagaglio a mano, l'indispensabile mescolato al fantastico, che si "appende" a me... quasi fosse lo strascico di un'infanzia mai risolta e sopita che torna a bussare prepotentemente attraverso le mie bislacche fantasie, i miei scapestrati e funanbolici voli pindarici, il mio vivere sempre un pò scalza e raminga. La Carabattola sono io, che mi mescolo nel mondo e ne esco sempre trasformata: ma con tutti i pezzetti del mio passato ad arricchire il caleidoscopio delle mie esperienze.

martedì 12 luglio 2011

Le Carabattole di Francesca

Mi accorgo ora di essere reduce da un lungo silenzio in realtà carico di situazioni, emozioni, propositi, eventi condivisi.
La stagione qui da noi sta scivolando via e scorrendo a ritmi vorticosi, al punto che fatico io stessa a "starmi dietro", a trovare un momento di ascolto in mezzo al mio cielo in continuo movimento.


La festa di primavera #springelba2010,  il kajak  d'amare, i numerosi concerti (soul blues e jazz), le serate a tema con il centro ricerca cetacei  e la naturalista Marlies Moeretter, così come i numerosi  corsi di cucina emotiva e la  frizzantissima grigliata d'inizio estate, hanno scandito il ritmo serrato e coinvolgente dei nostri giorni.
A volte mi sorprendo io stessa della capacità che gli ospiti di casa nostra hanno nel lasciarsi coinvolgere in avventure  della cui buona riuscita non sono mai certa a priori perché a essere determinanti in questi percorsi, sono la predisposizione al contagio e la "fame di poesia" che ognuno di noi sceglie di mettere in campo.
Eppure finisce sempre con un gran bel sentire, con un interminabile, lungo momento di scambio che passa attraverso storie e linguaggi sempre diversi ma accomunati dal desiderio di condivisione che qui si respira con voi.
Forte di questa sensazione che mi viene a più riprese confermata, ho scelto di iniziare una nuova avventura... quella delle "cose che mi metto" e che esprimono il mio mondo immaginario, le fantasie che percorrono la mia mente ballerina e che raccontano storie, sogni, desideri, mondi fantastici in cui spesso mi rifugio un pò, giusto per prendere un pò di fiato. Di che si tratta? Di "carabattole", oggetti d'uso comune (che notoriamente hanno in sé un potenziale magico che finiamo con il non vedere più, presi come siamo dal nostro vivere quotidiano) che diventano per me monili nei quali esprimo la mia giocosità e la mia mai sopita meraviglia per il mondo. Così capita che un piccolo annaffiatoio di alluminio penda da un mio orecchio o che una libellula si fermi attorno al mio braccio, attorcigliandosi un pò attorno al mio polso mentre un'altra  finisca sulla treccina che mi scende dai capelli.... Capita quindi che un gruppo di giovani "artigiane della fantasia" (così amano chiamarsi) si siano avvicinate, incuriosite, al mio mondo fantastico e abbiano deciso di assecondare il mio desiderio di poesia, creando in esclusiva per me le  "Carabattole di Francesca e che entro il fine settimana saranno disponibili a casa nostra.

venerdì 6 maggio 2011

Un'isola "d'aMARE" tra kajak trekking e cucina emotiva all'Hotel Cernia

Anche oggi una gran bella giornata di sole incornicia i miei pensieri che, vi assicuro, non sono pochi.
L'avventura appena vissuta con il  corso di "cucina emotiva in kajak" che unisce l'amore per un territorio assolutamente unico e generoso in termini di sensazioni e stimoli mai uguali, al desiderio di accompagnare per mano chi passi di qua a fare la propria personalissima esperienza di un percorso che inizia in mare, attraversa i sentieri e si traduce nel piatto, mi ha sinceramente sorpresa.
Credo, e continuo ad esserne ancora più convinta, che ci siano infinite possibilità (tutte assolutamente personalizzabili... quindi via libera alla fantasia e alle personalissime inclinazioni di ogni operatore) per rendere unico e speciale un soggiorno all'Elba... è che farne l'esperienza diretta lascia sempre un pò "tramortiti di piacere".

 Un piccolo gruppo di avventurosi kajakers (si dice così? chissà) mi ha seguita ieri in una bizzarra avventura tra mare e terra con partenza da Marciana Marina.
Scopo dell'escursione era quello di fare assaporare loro in poche ore la varietà e la ricchezza di un territorio normalmente adibito, nell'immaginario collettivo, a meta turistica balneare. Ebbene il mio intento era quello di fare qualcosa di diverso, di far guardare loro l'isola con occhi nuovi... volevo che la respirassero, la camminassero, ne solcassero in silenzio il mare... che si lasciassero insomma incantare da lei.

Dopo una breve traversata abbiamo fatto sosta alla piccola spiaggia della Cala e abbiamo iniziato un percorso nel verde di rara suggestione durante il quale abbiamo raccolto erbe selvatiche e abbiamo colto l'occasione per parlare dell'isola che fu, prima che l'avvento del turismo cambiasse abbastanza radicalmente costumi e abitudini. La semplicità, il sentire condiviso, lo spazio di un panino al sole, quattro chiacchiere vicino a un ruscello circondato da maestosi esemplari di felce florida: "tutto qua", una ricetta assolutamente e volutamente poco elaborata per garantire immediatezza e genuinità a un messaggio che non mi stanco di ripetere e che molti di voi conosceranno a memoria.
Il contenuto? presto detto. Non conosco un modo alternativo di accogliere le persone a casa nostra.... non esiste per me alternativa al mio (mi rendo conto spiazzante) allargare le braccia a chi passa di qua e mostrare un modo semplice, autentico, forse poco diffuso ormai, di stare insieme guardandosi negli occhi, sorprendendosi per una generosa fioritura di orchidee, gioiendo per un ciuffo di nepitella distinto da uno di menta di fosso.


 E poi? Ancora e sempre lui... il cibo, il veicolo d'amore per eccellenza. E quindi un corso di cucina, un "mettere le mani in pasta" insieme, un ritrovarsi per "fare" in una commistione continua di buoni propositi, ricette frutto di passeggiate "ispirate", racconti legati alle tradizioni culinarie di questi luoghi.
Infine una cena... una tavolata generosa, imbandita a festa (come quelle delle nonne la domenica, ricordate?) per regalarsi ancora lo spazio di un sorriso e un bicchiere di vino insieme, rivivere quelle emozioni ampiamente condivise sui sentieri e nel mare, sorprendersi di quanto semplice sia trovare tracce di poesia lungo la nostra via.

mercoledì 16 marzo 2011

Festadiprimavera all'Hotel Cernia

Mi ricordo che da piccina sgranavo gli occhi (e sbuffavo un pò) quando i "grandi" (specie mia nonna) con fare nostalgico e sorpreso esclamavano che "il tempo vola, bimba mia". A me, che della fretta di crescere, di scoprire, di imparare (a cascare, direi oggi, e sempre meglio... perché anche nel prendere "pattoni" ci vuol stile, amici miei!) ho sempre fatto motivo d'orgoglio, questa frase non andava giù.
Si perché per me, altro che, il tempo non passava mai: prima non vedevo l'ora di andare a vivere in campagna, poi di iscrivermi all'università, poi di finire gli studi... insomma, potrei tediarvi a lungo, fatto sta che son dovuta arrivare all'ultima spicciolata degli "enta" (alle porte degli "anta", per intendersi e per trattenere un civettuolo e femminile mistero sulla mia età) per capire che sì, caspiterina, il tempo vola.
E quindi, se mi pare davvero ieri che ci siamo visti alla festa d'Autunno che tanto ha significato per me.... con sorpresa, eccitazione ed entusiasmo rinnovati, mi rendo conto che ci siamo, tutto è (quasi... mio Dio, dovreste vedere che cantiere è il Cernia in questi giorni) pronto.
E allora, siccome alle cose belle ci si prende gusto e con l'andare del tempo, appunto, si diventa più sensibili ai momenti capaci di regalare senso e vigore a un percorso che, come quello di tutti, a volte ha inciampi, io non ho rinunciato all'idea di aprire con gioia, con una festa.

Si partirà il 15 aprile e invece di farlo in sordina, cari miei, lo si farà con entusiasmo. Siamo circondati da troppi disastri e da troppe sofferenze (e non fatemi scendere nel particolare delle vicende che sono oggi di attualità) per non trovare in ciò che ci circonda motivi validi per festeggiare ed esser lieti di ciò che il fato ci ha regalato.

Così ho pensato ad un aperitivo beneaugurante e ad un'occasione per ritrovarsi dopo il "letargo" (??) invernale. A proposito: a tutti gli AMICI che già hanno chiamato e hanno organizzato ferie, (o inventato scuse le più disparate pur di poterci ESSERE) voglio rivolgere anche per questa via un sentito ringraziamento perché, vedete, di questo si tratta: di una "chiamata agli affetti", di un'opportunità che vicendevolmente ci regaliamo per trovare il tempo e lo spazio di un abbraccio lungo due giorni e allietato da musica dal vivo, cene al profumo d'isola d'Elba e tanti progetti. Torneranno amici vecchi e nuovi: incrocerete la poesia intensa e "antica" di Marcia Theophilo che ha ispirato con i suoi versi la "Camera del vento" e spero potrete conoscere anche gli amici di ipotesi officina fotografica che mi hanno regalato sguardi nuovi su quest'isola che, lo sapete, mi ha rubato il cuore.

Insomma, gli argomenti zampillano nella mia mente e grande è il rischio di scriverne toppo a lungo, perciò sapete che vi dico? Venite a trovarci di persona il week end del 15 e 16 Aprile: tra musica dal vivo, percorsi d'arte in giardino, poesia e cene appetitose... credo troveremo gli "argomenti" per le nostre storie da raccontare.
Un abbraccio festoso a tutti voi :)

domenica 6 marzo 2011

Il Collaboratorio Arcanami arriva con una valigia di Sogni all'Hotel Cernia

Accipicchia, ci risiamo: dopo un inverno passato a progettare, pensare, sognare, ipotizzare.... eccoci nuovamente pronti a vivere un'esperienza emozionante e ricca di significati. Forti della (felice) esperienza dello scorso anno, abbiamo deciso di affidare alla vulcanica creatività del  collaboratorio Arcanami un poetico ed emozionante percorso di  interpretazione artistica delle nostre camere. Musa ispiratrice di ogni percorso artistico  che attraversa e "colora" i nostri interni è sempre lei: l'Isola d'Elba (da qui l'idea di creare a partire dalle suggestioni del vento, delle foglie, dei legni di mare e via dicendo) ma non solo.

Qui da noi, si sa, la poesia è di casa e accompagna ogni momento della giornata: per questo motivo abbiamo pensato che le parole, insieme alle suggestioni che regala l'isola, dovessero essere le componenti principali  imprescindibili della nostra "ricetta d'amore".

Danzeranno le foglie, il vento scompiglierà, sparpagliandole, le parole e ci saranno "bauli pieni di sogni" per ospitare il tempo di un viaggio che qui da noi è metafora di vita e momento dedicato all'ascolto e alla condivisione.




I lavori, fervono, gli entusiasmi si moltiplicano e io, questo è certo, continuerò a scriverne e a condividere perché si sa... cantastorie si nasce  (stropicciati si diventa!) :)